Le citazioni di
Quellcrist Falconer che arricchiscono ogni nuova impresa letteraria di Takeshi Kovacs sono memorabili e rappresentano forse l'elemento più prezioso e ricercato dell'opera di
Richard K. Morgan. Attraverso questi continui rimandi alla sua teoria e prassi rivoluzionaria, la figura di Quellcrist aveva assunto statura di personaggio autonomo ben prima di tornare sulla scena con l'ultimo capitolo della serie (a detta dell'autore, forse per sempre):
Il ritorno delle furie. Un mio piccolo sogno è che queste citazioni vengano un giorno raccolte in volume, a comporre un manuale di resistenza civile e di disciplina rivoluzionaria, al giorno d'oggi ne avremmo bisogno. Ma è proprio questo che, sulla scia del venerando
Thomas Pynchon, mi induce a domandarmi:
possiamo dirci quellisti? E quanto è giusto, in questo tempo desolato e senza speranze (né vere, né false), sentirsi
quellisti e vivere nel quotidiano i dettami di Quellcrist Falconer, alias Nadia Makita?