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Prima edizione di Next Station dopo la sua ristrutturazione in webzine. Tracciamo rapidamente le direttive per la nuova rotta che è nostra intenzione seguire. Giovanni De Matteo e Salvatore Proietti
L’isola era un tipico esempio del contrario di quanto afferma la massima dei geologi: “La chiave del passato si trova nel presente”. Qui, la chiave del presente si trovava nel futuro. L’isola era un fossile dell’avvenire; i suoi bunker e le sue casematte erano la dimostrazione del principio che il reperto fossile della vita era una corazza e un esoscheletro. J.G. Ballard – The Terminal Beach
Cominciamo col presentarci al navigatore approdato su questi lidi elettronici, per caso o seguendo qualche contorto percorso virtuale. Tempo fa, alcuni di noi scrissero un manifesto poetico, parlando di Lupi Siderali, presentandosi come “un gruppo di liberi pensatori indipendenti”: “viviamo nel cyberspazio, siamo dappertutto” e “non conosciamo frontiere”. Con meno enfasi lirica, potremmo dire che siamo un collettivo di appassionati di generi letterari, attivi in vari ambiti e con varie mansioni (nella scrittura, nella critica, nell’arte) e principalmente interessati alle evoluzioni della letteratura e ai suoi intrecci con la speculazione scientifica e i suoi effetti sulla nostra società. La costruzione di ponti tra cultura scientifica e umanistica è il nostro obiettivo dichiarato, insieme all’attenzione verso i generi “minori” che in letteratura (e in ogni altra forma) hanno aperto strade e dialogato con nicchie di pubblico trascurate dalle culture ufficiali. Da tempo, attorno ad alcuni nuclei d’interesse specifico (principalmente l’impatto della scienza e della tecnologia sulla società, sui corpi e sui linguaggi) il discorso si è fatto sempre più complesso. Se scriveremo del futuro e di temi che potrebbero avere un riflesso significativo sul nostro domani, è perché la loro rilevanza è già evidente oggi. Dal 2004 a oggi quel gruppo è cresciuto, si è arricchito di nuovi preziosissimi ingressi e insieme abbiamo cominciato a condividere progetti e obiettivi. Il rinnovamento di questo sito verso la forma di un vero e proprio portale nasce proprio da uno di questi progetti di condivisione. Quando nel 2007 Next Station andò online, era principalmente per offrire una vetrina alle attività dei Connettivisti. Oggi quelle attività sono diventate così eterogenee e variegate da richiedere un supporto adeguato per poter essere opportunamente valorizzate. Il rinnovamento del sito risponde anche a questa esigenza.
L’intenzione è di strutturarci come un portale, dicevamo. Di fianco alla solita vetrina di Next, la storica rivista cartacea dei Connettivisti, e alla sezione dei download (dove verranno progressivamente caricati gli e-book degli arretrati ormai esauriti della rivista, insieme a romanzi editi e inediti, raccolte di racconti, etc.), il centro del sito sarà una vera e propria rivista elettronica. Per quanto in passato la vecchia Stazione si sia sforzata di offrire contenuti validi, la formula degli aggiornamenti aperiodici e asistematici non le ha mai permesso davvero di decollare come web-magazine. Ci ripromettiamo adesso di risolvere questo suo difetto intrinseco con una riorganizzazione che di fatto segna l’esordio di un Next Station 2.0. D’ora in avanti, con le dovute eccezioni in caso di urgenza o necessità, la nostra rivista elettronica verrà aggiornata periodicamente, con materiale inedito volto ad appagare la fame di generi del navigatore. Proporremo riflessioni critiche su testi (libri, fumetti, film), approfondimenti dei fatti dell’attualità che potrebbero interessare il nostro futuro, rubriche dedicate alla critica letteraria e all’aggiornamento scientifico. E, naturalmente, non dimenticheremo la narrativa e la poesia. La riorganizzazione passa strutturalmente anche attraverso la costituzione di una vera e propria redazione: con il coordinamento di Giovanni De Matteo e Salvatore Proietti (che già hanno avuto modo di collaborare in ambito connettivista curando il numero speciale di Next International), opereranno Fernando Fazzari, Umberto Pace (che è anche il nostro riferimento tecnico, a cui dobbiamo la ristrutturazione del sito), Sandro Battisti (il curatore della rivista cartacea Next, che conserva la sua totale indipendenza), Domenico Mastrapasqua e, per finire, Alvise Raccanelli (che prende stabilmente in carico la cura della sezione scientifica del sito). L’angolo dei versi e l’inquadramento critico delle poesie che verranno pubblicate sono a cura di Alex Tonelli, che già si occupava di poesia e critica letteraria sulle pagine di Next (e che è attualmente al lavoro sulla prima antologia di poesia connettivista). Le copertine originali, ovvero l'illustrazione di apertura identificativa di ciascun numero, sono affidate infine a Marco Moschini, che già aveva collaborato con noi in occasione di Next International.
Per darvi un’idea delle ripercussioni della riorganizzazione, parliamo dei contenuti. Next Station si occuperà di opere di genere, in tutte le sue forme, dal fantastico alla crime fiction, passando per l’horror, con una particolare attenzione – come sempre – per la fantascienza. E lo farà attraverso articoli agili, mai accademici e ingessati, ma guardandosi bene dall’approccio naif e offensivo per la dignità del lettore della critica in pillole. Letteratura, fumetti, cinema, serie televisive, musica, arte: nessun medium verrà risparmiato. Non ci limiteremo a “coprire” le novità, ma tenderemo anzi a portare avanti un’opera di riscoperta di classici (e non) più o meno sconosciuti. L’approccio sarà induttivo, proponendoci di percorrere il sentiero dal particolare – i testi, di ogni sorta, che saranno sempre nostro centro – ai possibili discorsi generali. Con atteggiamento critico e mai dogmatico, vogliamo compilare edizione dopo edizione un invito alla lettura e alla visione che interessi scorci di mondo solitamente considerati marginali o trascurabili dalla cultura dominante perché ritenuti troppo microscopici e non rappresentativi. Forse la nostra strategia “micrologica” è anche una scelta politica. Se non altro, di politica culturale. Per usare le parole di Fredric Jameson, il nostro imperativo categorico sarà "storicizzare sempre". In tutti i sensi. Da quello più letterale di contestualizzare qualunque testo nelle circostanze in cui è stato scritto (per evitare paragoni assurdi, ingenerosi, irrilevanti o semplicemente fatui e perché è così che si valorizzano i testi migliori), a quello più “radicale”, nel senso di un laico scetticismo che ci possa mantenere sempre un po' “fuori”, a una minima distanza critica di sicurezza.
Non siamo in cerca di profeti, di vati o di indovini. Ogni altra proposta di collaborazione potrà essere rivolta all’indirizzo di riferimento del sito: info [AT] next-station [DOT] org. Ma più di tante parole, questo primo numero illustra bene il nostro approccio e la nostra sensibilità. Citando J.G. Ballard, il nostro intento deve essere quello di “dipingere la psicologia del futuro”. A lui e a Lino Aldani (che da pochi – già troppi – mesi ci hanno lasciato), scettici osservatori dell’epopea tecnologica del Novecento, sensibilissimi all’impatto del progresso sulla psiche, sulla società e sui corpi, vogliamo dedicare questa ripartenza. Il nuovo corso di Next Station nasce sotto il loro segno.
